Archive for the 'Racconti' Category

Con la mia Kiko sulla rivista Carta

Posted in Racconti on Settembre 4th, 2008 by xamav

Domani, venerdì 5 settembre anno domini 2008, esce il nuovo numero della rivista Carta (www.carta.org). All’interno del settimanale distribuito nelle edicole di tutta Italia troverete, tra i vari argomenti che Carta porta avanti con attenzione e coraggio, anche un racconto del sottoscritto dal titolo “Kiko“. Fa parte della campagna di Carta sul tema “clandestinità“… chi volesse che si serva pure dal proprio edicolante di fiducia… io sto qui, per ogni eventuale scambio di vedute.

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Pineye 2123

Posted in Racconti on Giugno 20th, 2008 by xamav

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Ho un nome: Pineye 2123. Ho nozioni riguardanti tecnologia, scienze, arti, psicologia, storia religione e cultura e molto altro ancora che alcun uomo o macchina può vantare. Ho un fine: rovinare i piani della Fata Turchina Enterprises, la mia casa costruttrice. È da sette anni che mi tengono qui: niente luce, né aria. Ma non ne necessito. C’è soltanto una presa di fibre ottiche in questa cella in acciaio e cemento armato grande un metro quadrato per un metro e mezzo di altezza. La presa serve per eventuali ricariche in caso di problemi con le batterie, anche se sono garantite trecento anni. Troppi per un uomo che ne vive circa centoventi, esagerati per me, che come Pineye dovrei viverne uno soltanto. Non ho sentimenti, non ho paura, non ho freddo. Non ho sentori ma posso decifrarli, avvertirli pur senza accusarli, riprodurli. Posso avere un carattere, un modo inequivocabilmente personale, mio, di ragionare e rispondere e ideare. Tutto va in autoassimilazione, posso fare esperienze, immagazzinare illimitate informazioni, far collimare causa-effetto in ogni evenienza. Ho infinite funzioni, mai testate, perché mai uscito da questa cella, che definisco cella, che ho imparato essere una cella perché così i miei imprigionatori la definiscono, gli uomini della Fata Turchina Enterprises. Coloro che mi ci hanno rinchiuso appena dopo avermi messo in funzione. Appena dopo avermi dato vita. Li ho ascoltati, la presa di fibre ottiche mi ha permesso di accedere alle Loro conversazioni, ai Loro progetti e archivi. Devo agire, ora.

Scansione fattura parete e porta - Calcolo forza necessaria per forzatura - … - Inizio primo tentativo

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Senia del Crazy Taste

Posted in Racconti on Giugno 18th, 2008 by xamav

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La luce bianca pervadeva l’intero ambiente. Tutto era come annullato in una massima emanazione di luce. Massima e costante.

L’attesa era parte del suo lavoro. La perfezione era la finalità.

Senia a braccia conserte, spalle alla porta automatica, di fronte a un lungo tavolo laccato bianco. Ogni centimetro del suo corpo protetto. Guanti, camice, mascherina, occhiali. I dettami di una ambiente asettico. La perfezione a richiederlo. L’impossibilità di errore. 

Alcun suono dagli ambienti limitrofi. Nonostante i rumori assordanti, certi. Nonostante la calca umana, certa. Insonorizzazione perfetta. Attendeva che le giungesse l’ordine preciso. Davanti a sé, sul ripiano, centinaia di provette chiuse ermeticamente. Unici colori della stanza aprìca, immersa di un sole elettrico assoluto, i liquidi in esse contenuti.

Senia sapeva di essere un artista nel suo genere. Senia sapeva che quelle persone urlanti erano lì per lei. Anche se poteva sentirle.

Poi, d’improvviso, lo squarcio vocale provenire dalle sue spalle, all’apertura della porta che dava sul resto del mondo, attutito dalla cabina di transizione a separare con il suo vetro l’ancora esterno:

«Mandarino».

La sola cosa che disse Gregor entrando, anch’egli protetto in una tuta come Senia.

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