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E morirono tutti felici e contenti

L’antologia:
E morirono tutti felici e contenti nasce da due esigenze fondamentali. Da una parte, la volontà dell’editore di confrontarsi con un immaginario fortemente radicato nella cultura popolare; dall’altra, la necessità di creare un contenitore in cui la diversità e l’intraprendenza della giovane narrativa italiana potessero sentirsi a proprio agio.
Da qui l’idea di un’antologia coraggiosa. Un’antologia che si beffa della tradizione, che obietta sui principi delle favole classiche e che irride gli insegnamenti che da esse venivano.
Ogni autore, invitato a non porsi limiti di stile, di registro e di sconsideratezza, offre una personalissima versione di una fiaba. Il risultato è una raccolta di racconti autonomi capaci di andare oltre le fiabe che li hanno ispirati. Ne abbiamo selezionati 18 facendo attenzione a scegliere quelli che prendendo spunto dalla fiaba originale, se ne sono prontamente discostati approdando ad un’evidente compiutezza narrativa. Abbiamo, in sostanza, reso fiabe classiche rispondenti a canoni nuovi, ad esigenze linguistiche e di morale adatte ai giorni nostri. Racconti ironici, sarcastici, grotteschi, amari, esilaranti. Racconti che dissacrano passato presente e futuro e che portano a paradossi inattesi. Racconti che inducono a contrarsi amaramente sfoggiando un radioso sorriso sulle labbra.
Un primo titolo che marchia a fuoco la casa editrice e ne delinea, senza possibilità di redenzione, la strategia futura. In questa accezione, E morirono tutti felici e contenti si propone di far breccia nei lettori stanchi dei titoli da top ten ed in cerca di una letteratura piuttosto temeraria.
La casa editrice:
Neo Edizioni nasce nel giugno del 2007 dall’incontro tra Francesco Coscioni e Angelantonio Biasella. Il primo esperto di marketing e comunicazione; l’altro giornalista con velleità letterarie. Lo scopo dell’intero progetto editoriale è dimostrare la possibilità di un’alternativa alla produzione letteraria convenzionale. Un’alternativa capace di maturare una letteratura priva di dettami e condizionamenti, di ipocrisie e riverenze, di tradizionalismi e prudenza. Un’alternativa che trascenda le anguste leggi di mercato e che si riservi l’opportunità di osare incondizionatamente.
La Neo si dà come vessillo da innalzare il neo, appunto, con tutte le derive che da esso possono scaturire: macchia epidermica, tumore in nuce, simbolo di fascino o di bruttezza, elemento nuovo, inatteso, fattore che altera e destabilizza.
Il proposito è di fare della Neo un neo del mondo editoriale.
La linea editoriale propone e si propone testi caustici, sarcastici, turbativi, ironici, concettualmente forti e scomodi, deliranti nel contenuto ma non nella forma, capaci di insinuarsi nell’epidermide della cultura e della società attraverso sguardi inattesi, poco considerati. In questo senso la Neo è aperta alla narrativa, alla saggistica, alla poesia, al fumetto, ad un’illuminante contaminazione di queste. Miriamo a proporre lavori insoliti, che abbiano in sé una marcata nota di originalità ma che dimostrino una grande competenza narrativa. I nostri autori non hanno limite d’età, di nazionalità né di sconsideratezza. Siamo per l’editoria pura, investiremo quindi sulle opere scelte senza chiedere niente agli autori.
La sede operativa è a Castel di Sangro (AQ) a metà strada tra Roma, Napoli e Pescara. Un invito a rivalutare tutto ciò che è periferico e un modo per dimostrare la possibilità di esistere e contare anche essendo fuori dai centri nevralgici dell’editoria italiana. L’obiettivo, neanche troppo celato, è quello di contribuire ad una deterritorializzazione culturale in generale, porsi come antidoto alla fagocitazione operata da quei tre o quattro capoluoghi che secondo molti dovrebbero rappresentare l’Italia intera. Un neo lungo la dorsale appenninica. Con la speranza che questi nei diventino una costellazione.
Fiabe e autori:
Il centesimo rubato di Roberto Di Egidio, Storia di uno che se ne andò in cerca della paura di Carlo Calcaterra, La bella e la bestia di Mario Rossi, La bella addormentata di Carla D’Alessio, Biancaneve e i sette nani di Giovanni Di Iacovo, I fiori della piccola Ida di Matteo Forte, La piccola fiammiferaia di Stefano Tanturri, Cenerentola di Nicola Manuppelli, Aladino di Gianni Solla, Cappuccetto rosso di Angela Buccella, I cigni selvatici di Gianni Tetti, Griselda di Antonio Pizzola, Il brutto anatroccolo di Evo Pallotto, Le fate di Alessandro Petrini, Enrichetto dal ciuffo di Srećko Jurišić, Scarpette rosse di Angelo Scimia, Pollicino di Francesca Andriani, Alì Babà e i quaranta ladroni di Dario Falconi.
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