EMPTY SPACES – Il cielo è nero la terra blu

I miei consigli di lettura?

Li trovate in questa nuova rubrica, senza filtri e pretese: EMPTY SPACES. Ovvero spazi vuoti che vengono riempiti da quelle pagine che in qualche modo restano dentro, in un transito silenzioso di lettere su carta, ma lasciando traccia.


Oggi vi parlo di:

“IL CIELO È NERO LA TERRA BLU”

di Rossella Sorbara

(Neo Edizioni, 2026 – 176 pagine)

Il romanzo con cui Rossella Sorbara esordisce nel mondo della letteratura italiana è certamente ruvido, intimo e onirico. La scrittrice arriva a noi attraverso una casa editrice che non è nuova nel trovare autori interessanti su cui scommettere. Per questo motivo, mi voglio soffermare quel tanto che basta per dire che in un mercato fin troppo saturo di pubblicazioni acerbe e scontate, la Neo Edizioni sa molto spesso individuare scrittori di valore e fuori dal comune per impatto, stile e spietata umanità.

Riguardo Il cielo è nero la terra blu, l’autrice porta il lettore dentro i pensieri e le paure di una adolescente che vive in un sogno a occhi aperti, quasi un incubo malinconico. Una giovane donna che ha a che fare con quella strana cosa che è il crescere, in cui il mondo lo si guarda con occhi che mutano mentre il contesto stesso ha altri linguaggi, a volte fin troppo ostici. Tutto ciò avviene con la leggerezza e l’analisi che solo una adolescente può avere. Ma non è solo questo. Nico, la protagonista, è anche immersa in un quotidiano che la soffoca, la fa stare male, le pone dubbi, fantasie. Per questo scatena tutta l’energia che possiede, fisica ed emotiva, nel momento in cui la sua esistenza sta subendo scossoni fin troppo forti. Non basta la scuola, fatta di personaggi con cui non lega, e neanche quel muoversi in bilico nella vita di un paesino di provincia. C’è qualcosa di più grave che sta accadendo e che le pone una domanda alla quale deve ormai trovare una risposta: chi è la donna del circo che è arrivato in paese? Forse la sua vera madre? La somiglianza è spiazzante. Anche perché la donna che vive con lei, che sa essere sua madre, a un certo punto non si comporta più come tale, almeno con lei. Nico ha  anche una sorellina, che la madre adora, ha un padre gran lavoratore, tutto sarebbe perfetto se non fosse diventata diventata proprio lei, Nico, quella fuori posto, quella che addirittura non sarebbe dovuta neanche esistere. E questo le viene ricordato in ogni momento, tornare a casa dopo la scuola è diventato opprimente, difficile. Tutto le viene scaraventato contro, ogni giorno e in tutti i modi. Eppure prima non era così. Allora qualcosa è accaduto, la madre amorevole ha smesso di esserlo, all’improvviso, in un momento che Nico non sa determinare. Il mistero fugge in altre direzioni, forse c’è stato uno scambio, forse davvero la donna che vive in casa sua non è la sua vera mamma.

La narrazione passa attraverso mille domande, il linguaggio adolescenziale, l’immaginazione tipica di quell’età, la tenacia e l’incoscienza di chi non si arrende. Nico è forte nella propria fragilità, per questo ti porta con mano e senza troppi complimenti nel suo mondo e nella sua determinazione e voglia di verità.

Il romanzo va letto d’un fiato, è tristemente ironico, senza filtri. Sembra di stare lì con la piccola protagonista, nel tentativo caparbio di decifrare il mondo e la vita stessa.

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