POETRY – Le mie poesie

Il luogo dedicato alle mie poesie, un viaggio tra vecchi e nuovi componimenti, tra sillogi già pubblicate e inediti in attesa di imprimersi su carta. Buona lettura e grazie per il tempo che dedicherete a queste parole.


UMANO
(da “Esterno Intino” in “Dieci lune. Ladri d’emozioni”, Bel-Ami Edizioni, 2009)

La consapevolezza
ha una forza
che impatta.
Il mondo
ruota attorno alle carni animate
che ne calpestano la superficie.

Per un si metta al riparo chi può
fatto di un misantropico altruismo.

Ed Egli è certamente
il più grande salvatore
di se stesso.
Nel momento in cui può,
si permette libero,
di dissacrare le imposte certezze.

2009


SEGNALI
(da “Resti. Come dare del Lei a ciò che avanza”, Hatria Edizioni, 2024)

Sapere di esserci.
Le strade hanno meccanismi di incroci
che non fanno incontrare
ma non sono mura in grado
di arrestare la capacità di cercare.
Perché le cose si sgretolano
e poi si ricompongono
di semplicità
e sentimenti.
Le esistenze proseguono
nelle proprie culle
di realtà conosciute,
cercando soltanto di stare bene.
Anche a compromessi.

marzo 2012


LIEVE
(da “Resti. Come dare del Lei a ciò che avanza”, Hatria Edizioni, 2024)

Arrotolato il giorno
come un velo su se stesso
quasi privo al peso,
resta.

Leggero sotto un braccio,
i lembi ancora si mostrano fuori
prima di imprimersi
del successivo.

Dei fiori di ieri.
Steli
fili
e/lisi
indi(e)visibili
non più.

Mentre l’odore,
che non ha ricordoforma,
accarezza ancora.

giugno 2016


PAUSA PRANZO, CORSO DI PESCARA VERSO IL MARE, LIEVE AFA DI MAGGIO
(da “Ultimi posti sotto le macerie. 90 gradi, peso forma, no pessimisti”, Noubs Edizioni 2012)

Il piccione morto
infilzato dai dissuasori acuminati sul cornicione
trafigge a sua volta, con lo sguardo fermo,
le 13.07 del settantenne in abito elegante,
a salire in sella a una bici,
ondeggiando il volto a destra e sinistra
tra le commesse che attraversano la piazza,
leggere, al caldo ora nebuloso,
ora terso.

Mentre Steiner mi viaggia in testa,
ancora da presentarci
attraverso dieci piccole ragioni.

Mentre la signora,
nelle sue opulenze compresse,
straborda dal petto mentre passeggia il cane.

Mentre due tizi,
di serio vestiti,
dicono che “è un problema strutturale”.

Mentre uno, invece,
a momenti mi stampa sulle mie strisce
e ride anche…

Mentre la ragione dell’essere,
mi balena in un corto circuito cerebrale,
da ultimo possibile talk shock.

Mentre tutto
avviene così.
Lento e continuo.

Cammino,
sempre che non mi investano.
Neanche tanto le macchine.
Ma le persone.
E gli sguardi di piccioni morti
in assetto urbano.

maggio, 2010


BOARD OF PISS

Si rincorrono,
insieme, per mano,
nei sorrisi sui volti,
in un refolo di sole.Perché spirano i raggi,
li senti addosso
sfiorare la pelle:
come un vento.

Soprattutto in questo freddo.

[Grigio]
[Cupo]

Soprattutto senza pareti.

[Un tetto]
[Un bagno caldo]

Soprattutto in attesa.

[Acqua]
[Cibo]

Eppure si rincorrono oggi
sotto quel raggio di sole inatteso
senza i soliti boati dilanianti.

Bambini come tutti,
ovunque e comunque,
semplicemente giocano.

Ignari di foto di gruppo,
bandiere e firme
e altri sorrisi sui volti.
Tutti tronfi
e intenti a decidere
a prescindere da loro.

Con ruspe a impastare
mani e occhi e sguardi
e pure macerie,
anche le cartilagini,
come quando del maiale
non si butta via nulla.

Tutto insieme corpiecemento,
materia prima utile anch’essa
per pisciare in nuovi cessi dorati.

febbraio, 2026


INEVITALIBI #1

Piangiamo oggi
ma aspettiamo qualche giorno
e un giorno ne rideremo
e poi ne rideremo un giorno.

Della salvezza umana
a scorrere informe
in alcuno stato fruibile
o sintesi palpabile.

Al limitare della mente
dove abitano i vuoti
che restano a riempire
e a non far pensare.
E ne rideremo un giorno.
Procrastinandoci empi e ilari.

febbraio, 2026

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