I miei consigli di lettura?
Li trovate in questa nuova rubrica, senza filtri e pretese: EMPTY SPACES. Ovvero spazi vuoti che vengono riempiti da quelle pagine che in qualche modo restano dentro, in un transito silenzioso di lettere su carta, ma lasciando traccia.
Oggi vi parlo di:
“PER GAZA”
di Tomaso Montanari
disegni di Marco Sauro
(Feltrinelli, 2025 – 128 pagine)
La banalità del male, come afferma Tomaso Montanari narrata in attente e semplici parole, attraverso dati oggettivi, mostrando come tutto abbia inizio da qualcosa di più lontano che però si tende a dimenticare. Per capire Gaza adesso, e la sua devastazione, non basta il sangue del 7 ottobre del 2023 ma bisogna risalire al 1948, alla distruzione di centinaia di villaggi palestinesi e ancora prima alla storia di quelle terre e popolazioni. E in tutto ciò la sola verità è che non possono essere coinvolti gli indifesi, padri, donne, bambini strappati alle madri, massacrati, lasciati a morire. Senza che una vita conti qualcosa.
Bisogna soffermarci sulla parola genocidio, sul metodo di affamare un popolo usato come un’arma, sulla negazione della realtà.
Ci sono molti spunti in questo libro. L’attualità dei fatti, il tentativo di eliminare ogni informazione indipendente, l’assenza di una presa di posizione globale.
Nelle pagine di “Per Gaza” non si sta da una parte per partito preso, ma per una questione di coscienza. Leggere testimonianze e numeri, come fosse normale, è un esercizio di umanità che appunto non deve e non può fare finta di nulla mentre tutto avviene. Perché l’orrore è inarrestabile.
I disegni di Marco Sauro accompagnano come una serie di pugni nello stomaco le vicende e le riflessioni di Montanari. Illustrazioni che mostrano giocattoli insanguinati, oggetti comuni segnati da colpi di proiettili, armi. Come un fermo immagine che passa attraverso la mano dell’artista, chiamato a fare qualcosa di importante per attirare l’attenzione su qualcosa di atroce eppure invisibile al di fuori di quei territori.
La pace dovrebbe riguardare tutti, non ha colori, non ha politica, non ha i confini che sono convenzioni umane, che spostandoli decretano vittime, bestie da sterminare per un diritto di terre da conquistare.
E il libro ci parla dell’orrore reale, infinito. Ce lo sbatte in faccia, nonostante tutte le notizie dai telegiornali, come se ce ne fosse bisogno. E in fondo, proprio perché ne abbiamo tutti bisogno.
Riguardo gli autori, ricordo l’impegno importante da ritrovare nell’attività di Montanari, storico dell’arte e saggista, e in quella di Marco Sauro, attento osservatore attraverso i suoi disegni.
Massimo Avenali, 25 aprile 2026

