ORIZZONTI SOSPESI: al mondo del lavoro, ai suoi luoghi, partendo dalla dignità delle persone attraverso ogni respiro

Orizzonti Sospesi: al mondo del lavoro, ai suoi luoghi, partendo dalla dignità delle persone attraverso ogni respiro

Quanto ossigeno c’è lì dentro?

Preso, conservato, custodito, bruciato, donato, sudato, costretto, voluto, studiato, agognato, conquistato, socchiuso, fuggito.

Quanto ossigeno, dentro. E quanto, fuori, dal tuo spazio e dal tuo tempo, da un abbraccio, da un paesaggio, da una passione, da un istinto, da una necessità. Da un solo e semplice soltanto tuo: respiro.

Respiro. E. Tempo.

Equazione e disequazione.

L’aria racchiusa in ogni palloncino è quell’insieme di giorni, mesi e anni di vita, tempo/aria dedicato e tolto a ogni altra possibilità o volontà. Quel rosso sospeso diventa emblema, restituisce il segno che nato invisibile diventa visibile e tangibile: la dignità del lavoratore che, in quanto tale, cede parte della sua vita per qualcosa di necessario.

I palloncini, nel progetto fotografico “Orizzonti Sospesi” che li ritrae in vari ambienti, sono infine un mite atto di forza, che va a manifestare un “Sé”, estraneo per la maggior parte delle volte a quei luoghi di lavoro. Lasciando un segno per il fondamento di “essere persona”, sempre.

Massimo Avenali